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Concorso STEM: i posti coperti sono meno della metà!

Dall’analisi dei dati forniti dal ministero sulla procedura conclusasi questa estate emerge un dato allarmante: meno della metà sono i posti coperti rispetto al bando e più di 8.000 sono quelli vacanti. E’ il fallimento della procedura. Serve una soluzione transitoria.


Questi i dati forniti dal ministero sul numero delle assunzioni e dei posti rimasti disponibili relativi al concorso per le discipline scientifiche (STEM) svolto la scorsa estate.

  • 14 procedure su 90 non sono state concluse.
  • 6.129 posti messi a bando.
  • 3.330 docenti vincitori.
  • 2.652 docenti assunti in ruolo.
  • 3.477 posti non coperti rispetto al bando.
  • 136 rinunce non surrogate.
  • 784 idonei (ovvero numero di non vincitori inclusi nell’elenco).
  • 8.123 posti complessivi disponibili.

Questa estate si è svolto il concorso per le cinque materie scientifiche e tecnologiche (STEM) per la scuola di I e II grado: A20 (Fisica), A26 (Matematica), A27 (Matematica e fisica), A28 (Matematica e scienze), A41 (Scienze e tecnologie informatiche).

Il concorso, previsto dal decreto “Sostegni bis” (DL 73/2021), avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni del ministero, un percorso straordinario accelerato per approvare le graduatorie di merito entro il 31 luglio ed assicurare più di 6.000 docenti in cattedra il 1° settembre.

Risultato? Meno della metà dei posti messi a bando sono stati coperti e più di 8.000 sono quelli che risultano ad oggi vacanti. Senza considerare che ci sono attualmente 784 docenti idonei a fronte però di un numero elevatissimo di posti rimasti vacanti. A questi docenti ora il Ministero chiede di partecipare ad un nuovo concorso nonostante abbiano superato tutte le prove e sono inseriti nell’elenco.

Ormai siamo alla follia. Il Ministero si è trasformato in un concorsificio e la cosa ci fa pensare. Non riusciamo infatti a capire cosa si cerchi: docenti da mandare in classe o candidati per partecipare ai concorsi?
Sarà un altro modo per fare politica? E quale? Sono interrogativi, a tratti anche inquietanti, che stanno facendo venire meno la fiducia nelle istituzioni, il che è pericoloso per un paese che si vuole iscrivere tra quelli civili.

È ormai necessario assumere in ruolo tutte le persone. Per farlo bisogna immediatamente scorrere le graduatorie del concorso STEM svolto questa estate ed assumere anche gli idonei: è illogico pensare che i docenti abbiano partecipato ad un concorso, lo abbiano superato e poi venga loro negata la possibilità di essere assunti in ruolo nonostante siano rimasti vacanti i posti per la propria disciplina, anche a seguito di rinunce. Ma, ancora più paradossale, è chiedere loro di partecipare ad un nuovo concorso per la stessa disciplina per cui hanno già superato le prove. Insomma, per il Ministero, per essere assunti in ruolo non basta più superare un concorso ma ce ne vogliono almeno due!

Il problema fondamentale resta l’attuale sistema reclutamento che così come concepito è un fallimento dietro l’altro. Le soluzioni? Un tavolo sul reclutamento peraltro previsto e mai attivato dal Patto per la Scuola. Nell’immediato, invece, è necessaria una soluzione transitoria che accompagni la situazione a regime, tutta ancora da definire, che preveda il blocco del nuovo concorso ordinario STEM, a cui il Ministero intende destinare 6.333 cattedre, e assegnare i posti ai precari che hanno maturato almeno 3 anni di servizio, considerando, tra l’altro, che tra i precari delle discipline STEM ce ne sono tanti ed attendono di essere stabilizzati.

Paolo Pizzo
Segretario nazionale UIL Scuola