Turi su Decreto Ristori: “Questo modo di procedere vecchia maniera gli insegnanti lo conoscono già. Ed è fallito!”

DECRETO RISTORI: SI IGNORANO I PRECARI E SI AUMENTA L’ORARIO DI SERVIZIO DEI DOCENTI

Siamo di fronte ad un inaccettabile intervento legislativo in materia contrattuale.
Siamo stati i primi a sollevare perplessità sul decreto, venerdì, sostenendo con chiarezza che abbiamo firmato il patto per ‘cambiare il decreto’.
Quello che non ci saremmo aspettati – guardando con attenzione il testo – è che, mentre si sostengono e si ristorano tutti, ai docenti si chiedono ulteriori impegni; il personale precario è ignorato e vessato, non ci sono risposte nè soluzione per i DSGA F.F., senza titolo specifico e al personale di ruolo viene aumentato l’orario di servizio.
Si introduce per legge l’aumento dell’orario di servizio, già tra i più alti in Europa, lasciando gli stipendi più bassi. Infatti dal 1° settembre si considera nell’obbligo di servizio l’orario di insegnamento anche prima dell’inizio previsto per calendario scolastico lezione .
In pratica si aumenta il carico di lavoro dei docenti (18,22,) senza neanche interpellarli.
Siamo abituati a dare giudizi di merito su dati concreti.
Ora non si tratta più di un pregiudizio, ma di un vero e proprio giudizio molto negativo.
Si presentano norme che vanno a colpire i patti già stipulati con il contratto.
Nella fattispecie, si interviene sulla mobilità dei docenti al fine, è scritto nel testo governativo, di tutelare l’interesse degli studenti alla continuità didattica, bloccando la domanda volontaria di mobilità per tre anni dal trasferimento o passaggio precedente, qualora in tale occasione abbiano ottenuto la titolarità in una qualunque sede della provincia chiesta.
Una vera e propria ingerenza nella materia del rapporto di lavoro prettamente contrattuale che rientrano nelle prerogative sindacali, motivata dalla continuità didattica a favore degli alunni di cui non si capisce la ratio: bloccare i trasferimenti per evitare che si lasci una scuola e i sui studenti si può contrabbandare con una continuità provinciale? Continua l’attacco all’insegnamento e a chi lo svolge.
E’ un errore politico grossolano tentare di sostituirsi alla contrattazione e all’intermediazione sindacale imponendo norme assurde e fuori da ogni logica. Come si fa a teorizzare una continuità didattica su tutti gli alunni della provincia.
Viviamo in una fase politica che continua a fare proposte sul modello della legge 107. Dopo il piano Scuola arriva il decreto.
La reazione delle scuole e degli insegnanti sarà inevitabile.