Nuovi percorsi INDIRE: periodo utile portato a 8 anni, nuovo fabbisogno nazionale, profilo professionale e condizioni aggiornate per docenti con specializzazione estera. La UIL Scuola conferma la posizione sindacale già espressa
Si è svolta presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito una riunione di informativa sindacale avente ad oggetto l’attivazione dei prossimi percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, che saranno attivati dalle Università e dall’INDIRE.
Nel corso dell’incontro, l’Amministrazione ha illustrato le modifiche ai Decreti Ministeriali n. 75 e n. 77 del 2025, che disciplinano i percorsi di specializzazione sul sostegno rivolti ai docenti con tre anni di servizio su posto di sostegno e ai docenti in possesso di specializzazione conseguita all’estero, alla luce delle novità introdotte dal decreto-legge n. 127/2025, convertito dalla legge n. 164/2025.
In particolare, sono state evidenziate:
– l’estensione da 5 a 8 anni del periodo utile per maturare le tre annualità di servizio su sostegno;
– il nuovo fabbisogno nazionale di docenti specializzati;
– il profilo professionale del docente specializzato per il sostegno, come definito dal nuovo Allegato A;
– le nuove condizioni di accesso ai percorsi per i docenti con titolo di specializzazione conseguito all’estero.
È stato richiesto un ulteriore incontro in modalità di confronto per un approfondimento puntuale delle novità introdotte dal decreto, con particolare attenzione alla definizione della platea dei destinatari e alla trasparenza sui dati relativi alle supplenze su posti di sostegno finora assegnate.
La nostra posizione sui corsi, di cui il nuovo decreto rappresenta una proroga, resta invariata ed è ribadita nella nota a verbale di chiusura del confronto (presente in allegato) sul decreto precedente.
In allegato è disponibile la nostra scheda di approfondimento, che riassume criteri, requisiti e modalità di svolgimento dei percorsi previsti dal nuovo decreto.
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LA POSIZIONE DELLA UIL SCUOLA RUA
La Uil Scuola Rua, pur apprezzando l’accoglimento da parte dell’Amministrazione di alcune modifiche/integrazioni proposte dalla nostra organizzazione sindacale in sede di confronto, conferma la netta contrarietà sull’impianto generale di entrambi i decreti, ed evidenzia, in particolare, i seguenti punti:
• il percorso previsto per chi ha conseguito il titolo all’estero non può essere consentito a chi ha avuto o avrà entro i termini di presentazione delle domande un rigetto dello stesso titolo estero da parte dell’Amministrazione;
• il percorso previsto per chi ha il titolo estero (art. 7) non prevede nessun tipo di selezione/sbarramento rispetto a quello previsto per chi ha i tre anni di servizio (art. 6);
• il percorso previsto per chi ha tre anni di servizio (art. 6) viene erogato totalmente in modalità online senza prevedere alcun tirocinio presso le scuole;
• entrambi i decreti non prevedono una correlazione tra l’attivazione dei corsi e il fabbisogno territoriale, prendendo come riferimento, per esempio, le graduatorie dei docenti specializzati nelle province in cui queste sono sature, ma limitandosi a prevedere solo il potenziale numero dei docenti che hanno i requisiti per accedere ai corsi;
• entrambi i decreti non fanno chiarezza sulla spendibilità del titolo conseguito con i percorsi Indire, anche in previsione di una possibile incompatibilità con il TFA sostegno, non trattandosi quello dell’Indire di un titolo universitario. Nel complesso ribadiamo la nostra contrarietà a tali corsi, soprattutto affidati all’INDIRE, che a parere della UIL Scuola non garantiscono la stessa formazione dei percorsi universitari del TFA sostegno e rappresentano un’opportunità solo per l’Amministrazione che determinerà condizioni di risentimento e di frustrazione per coloro che hanno intrapreso un duro corso di studi con il TFA sostegno.
Continuiamo a sostenere che le soluzioni sono altre, in particolare:
• stabilire un collegamento tra il numero di posti disponibili e il reale fabbisogno a livello nazionale di insegnanti di sostegno per i corsi attivati con il TFA in Italia. Un fabbisogno calcolato dalle singole Università che negli ultimi anni non è mai corrisposto adeguatamente alle necessità dell’intero Paese. Una soluzione che oggi avrebbe posto la nostra scuola in una condizione di sicurezza ed efficienza educativa migliori in termini di diritti degli alunni con disabilità.
• trasformare l’organico di fatto (al 30/6) in organico di diritto (al 31/8) per stabilizzare migliaia di docenti di sostegno su cattedre ormai consolidate e che rispondono alle vere esigenze delle scuole anche in termini di continuità didattica dell’alunno disabile, anche attingendo dalla 1 fascia delle GPS.


