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Il Collaboratore Scolastico fra tagli al personale e sovraccarichi di lavoro

FOCUS della UIL Scuola RUA dell’Emilia Romagna sui Collaboratori Scolastici. Le testimonianze di Serafino Veltri, segretario regionale UIL Scuola RUA Emilia Romagna, e Dario Catapano, segretario UIL Scuola RUA di Modena

Il collaboratore scolastico, all’interno della complessa organizzazione scolastica, è un lavoratore come tutti gli altri e, proprio in virtù di questo, merita ogni rispetto.

Purtroppo, negli ultimi anni, le nostre sedi sindacali ricevono sempre più visite o chiamate da parte di queste figure che con le loro testimonianze non fanno altro che confermare problemi che la UIL Scuola denuncia da tempo.

Le cattive condizioni di lavoro in cui sono quotidianamente chiamati a operare rappresentano la diretta conseguenza della scarsità di organico con il quale le scuole devono fare i conti.

Spesso si è portati a pensare, erroneamente, che una buona scuola poggi le proprie basi solo su dei buoni docenti: nulla di più sbagliato!

Una buona scuola è tale quando tutto il personale scolastico viene messo nelle condizioni di poter effettuare il proprio lavoro dignitosamente e con la dovuta serenità.

Oggi parleremo del collaboratore scolastico (CS), quello che molti chiamano ancora “bidello”. Per farla breve, il CS è colui che tiene aperta la scuola, che vigila sui nostri figli, sorveglia gli ingressi e le uscite e tiene puliti i locali scolastici. Questi sono solo alcuni dei molteplici compiti a cui un collaboratore scolastico è chiamato a far fronte tutti i giorni. Ovviamente, abbiamo voluto escludere il Pronto Soccorso, il cambio pannolino, le continue telefonate alle quali deve rispondere, la piccola manutenzione, le segnalazioni quotidiane di guasti, i rapporti con i tecnici che effettuano riparazioni, i bambini da cambiare, gli adulti da supportare, ecc.

Come dicevamo in apertura, il vero problema che caratterizza questa categoria di lavoratori, sempre più vessata, è la scarsità di personale che viene messo a disposizione delle scuole.

Queste le testimonianze di alcuni dirigenti sindacali:

Gli organici dei collaboratori scolastici – come ci segnala Serafino Veltri, Segretario Regionale Uil Scuola Emilia Romagna – sono fortemente inadeguati alle esigenze degli istituti scolastici di oggi, in quanto, i tagli effettuati con le varie Finanziarie dai governi degli ultimi 15 anni che hanno ridotto sempre più il numero di lavoratori nelle scuole, calcolando l’organico esclusivamente in base al numero degli alunni e in minima parte sul numero dei plessi, ma non su parametri reali come:

– ampiezza dei locali (ci sono istituti con aule e palestre immense);

– impossibilità di sostituzione dei colleghi assenti prima dei 7 giorni di assenza, per la legge 190 del 2014;

– orari prolungati di apertura dell’istituto, in quanto alcuni istituti sono aperti per oltre 10 ore;

– numero sempre crescente di colleghi con limitazioni e mansioni ridotte, a cui il ministero non ha mai dato una risposta, in termini di organico aggiuntivo;

–  numero sempre maggiore di precari con contratto fino al 30 giugno;

Oltre a questo, contestiamo il fatto che nelle scuole, con la nuova ipotesi contrattuale ci sarà l’aumento delle mansioni dei collaboratori scolastici, in cui si dovranno occupare oltre che della sorveglianza, della pulizia dei locali anche dell’igiene personale dei bambini, mansioni che come è evidente non sono né procrastinabili né effettuabili contemporaneamente.

Anche per tali ragioni la Uil Scuola – conclude Serafino Veltri – non ha firmato l’Ipotesi di rinnovo CCNL, e continueremo a rivendicare un organico adeguato alle reali necessità ed aumenti salariali in linea con le sempre crescenti mansioni da svolgere da questo profilo.

Un altro sindacalista ci ha raccontato cosa nel concreto accade nelle scuole:

L’altro giorno – racconta Dario Catapano segretario della UIL Scuola RUA di Modena –  si è recato in ufficio un collaboratore scolastico lamentandosi del fatto che gli fossero state affidate le pulizie di ben 12 locali su un piano da effettuare in meno di due ore. Come se ciò non bastasse, la coordinatrice del plesso, il giorno dopo, ha pure avuto da ridire sulla qualità delle pulizie. Tengo a precisare che la mia non vuole essere una critica nei confronti della maestra coordinatrice – aggiunge il segretario della UIL Scuola-, ma ciò dimostra come all’interno della stessa istituzione denominata Scuola, ci sia poca conoscenza delle condizioni in cui è chiamata a operare una determinata categoria e, di conseguenza, poca solidarietà. Il risultato è che il bidello si è sentito umiliato e mortificato di fronte al “rimprovero” e, ovviamente, questo influisce negativamente sul clima di serenità che dovrebbe caratterizzare ogni ambiente lavorativo. Il lavoratore mi ha poi raccontato che nello stesso plesso, articolato su due piani, nel turno di mattina c’è un solo collaboratore e che durante l’ingresso degli alunni deve sorvegliare la porta su un lato della scuola mentre l’altro ingresso risulta sguarnito e affidato alla buona volontà delle docenti in turno. Da sottolineare, infine, che fino a tarda mattinata un piano di questa scuola è completamente privo di sorveglianza, e stiamo parlando di una scuola primaria. Questa situazione – conclude Dario Catapano – non fa altro che confermare come e quanto sia sbagliato assegnare l’organico dei collaboratori scolastici in base al semplice numero degli alunni e non tenendo affatto in considerazione la conformazione degli edifici scolastici. Una scuola articolata su due livelli deve avere per ogni turno almeno un collaboratore per piano.

Le testimonianze dei due sindacalisti non vogliono affatto colpevolizzare chi cerca di far funzionare la scuola a tutti i costi (DS, DSGA e coordinatori dei plessi), ma semplicemente vogliono mettere in evidenza le responsabilità dei vari Governi (senza alcuna distinzione di colore) che con la politica dei tagli o degli investimenti “zero” hanno completamente messo in ginocchio la scuola italiana.

Una scuola che non è più in grado di garantire gli standard minimi di igiene e sicurezza non può più essere definita tale. La colpa di ciò “non può e non deve” ricadere sulle persone che sono chiamate a svolgere quei lavori, proprio perché non si può pretendere che il carico di lavoro che normalmente spetterebbe a tre collaboratori scolastici venga a gravare su uno soltanto.

Se si è arrivati a questi livelli la responsabilità è solo della politica che non si è rivelata in grado di fornire alle famiglie-utenti-contribuenti un servizio commisurato a quanto viene corrisposto in termini di tasse (salatissime!). Considerato ciò, avere scuole sicure e pulite dovrebbe essere un sacrosanto diritto dei cittadini! È per questo motivo che la UIL Scuola continuerà a chiedere più personale nelle scuole partendo proprio dai collaboratori scolastici!

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