Catapano: «Ogni lavoratore perso è una sconfitta per la comunità». Quasi 7mila posti in meno dal 2027/28, per un totale di circa 15mila in tre anni
Modena, 3 novembre 2026 – La UIL Scuola di Modena esprime forte preoccupazione per le nuove riduzioni degli organici scolastici previste dal disegno di legge di bilancio 2027, ora all’esame del Parlamento.
Il testo prevede, dall’anno scolastico 2027/2028, 6.974 posti in meno tra docenti e personale ATA, ripartiti in 4.925 cattedre e 2.049 incarichi ATA. A queste cifre si aggiungono le sforbiciate già decise dal 2025: nell’arco di un triennio i posti perduti salirebbero a 14.808, di cui 10.585 docenti e 4.223 ATA. Per l’Esecutivo la misura risponde a un’esigenza di razionalizzazione delle risorse, in un contesto di progressivo spopolamento delle aule. Finché la manovra non sarà approvata in via definitiva, i numeri restano da confermare, ma la direzione appare chiara.
L’allarme
«Giocoforza la ricaduta si farà sentire anche sulle scuole di Modena e provincia, con tutte le conseguenze negative del caso», dichiara Dario Catapano, responsabile della UIL Scuola di Modena. «Ogni lavoratore perso rappresenta una sconfitta per l’intera comunità».
Gli ATA: dai collaboratori agli uffici
Catapano si sofferma sul personale ATA: «Già adesso gli istituti faticano a coprire i vari reparti e a garantire sorveglianza e vigilanza. Figuriamoci se il Governo dovesse portare avanti l’insana idea di confermare le sforbiciate paventate».
Il discorso riguarda anche il personale amministrativo: «Le segreterie sono sempre più sommerse da incombenze nuove e gravose, con ritmi e scadenze via via più pressanti. Assottigliare ancora gli organici degli uffici significherebbe colpire al cuore l’amministrazione scolastica».
«La scuola è ormai un’organizzazione molto complessa», aggiunge, «e per farla funzionare bene serve che ogni protagonista occupi il posto giusto, come gli ingranaggi di un orologio. Se cominciamo a sfilarli, si inceppa l’intero meccanismo».
Docenti: precarietà e sogni a rischio
Sul versante dei docenti, il responsabile ricorda che «la precarietà ha raggiunto livelli mai visti: attraverso gli interpelli, personale privo del titolo di insegnamento copre posti, soprattutto all’infanzia e alla primaria, pur di garantire il regolare funzionamento delle classi».
Preoccupa in modo particolare un altro aspetto: «Tanti giovani, e non solo, stanno conseguendo abilitazioni e specializzazioni, affrontando sacrifici e spese rilevanti nella speranza di entrare nel mondo scolastico. Se si proseguisse su questa strada, impegno e sogni rischierebbero di andare in fumo. Sarebbe un danno per queste persone e per l’intero sistema, che perderebbe competenze e passione di cui ha grande bisogno».
Insistere con le riduzioni, prosegue Catapano, «significa non avere a cuore le sorti del Paese, finora retto soprattutto dallo spirito di sacrificio e dal grande senso di responsabilità di chi opera nelle scuole».
Denatalità: un’opportunità, non un pretesto
Sul calo delle nascite, per Catapano «non può diventare un pretesto per tagli indiscriminati agli organici. Andrebbe invece colto come occasione per ridurre il numero di alunni per classe, assicurando una didattica più qualificata e condizioni lavorative più umane».
Cosa rischia il territorio modenese
«Se queste misure andassero in porto, Modena e provincia non ne uscirebbero indenni», avverte. «Gli utenti, abituati fino a qualche anno fa a standard elevati, potrebbero assistere a un nuovo peggioramento: non si può pretendere, per fare un esempio, un servizio da cinque stelle senza investimenti e, soprattutto, senza gli addetti necessari».
L’appello
«Il mio appello non si rivolge solo ai modenesi, ma a tutti», conclude Catapano. «Facciamo sentire insieme la nostra voce e il nostro dissenso, in maniera civile: sindacati, lavoratori, alunni e famiglie. Senza risorse destinate all’istruzione non si costruirà mai il futuro, né si potranno coltivare i tanti talenti che territori come il nostro hanno saputo far crescere negli anni, fino a renderli eccellenze mondiali».
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